Ogni giorno siamo sommersi nel tran-tran quotidiano, svolgiamo sempre le stesse azioni che ripetute innumerevoli volte possono diventare meccaniche routine.
Diventa allora necessario ogni tanto staccare la spina ed effettuare un vero e proprio ritorno alla natura, al non contaminato.
Anche per questo ricerchiamo luoghi lontani e diversi dall’ambiente in cui viviamo come un parco, una spiaggia, andare in montagna o collina. In questi luoghi si ci percepisce più liberi poichè non ci sono ruoli e incarichi da ricoprire, né ci sono aspettative né scadenze. Ci sono spazi dove le persone possono tranquillamente sostare, anche assumere posizioni che solitamente non sono ammesse in ambienti urbani e lavorativi, infatti ci si può, per esempio, stendere a terra e assopirsi.
Ed è in questi ambienti che riemerge il bisogno e il piacere umano, esistenziale, ancestrale e naturale costituito dalla ricerca di cose semplici.
E’ effettivamente una vera e propria terapia naturale e cura dei sensi, che nel trambusto del tran tran quotidiano sono quasi completamente anestetizzati e l’occasione delle pause diventa quindi anche una modalità per risvegliarli, attraverso queste esperienze multisensoriali.
La riattivazione dei sensi è favorita da diversi stimoli ed è diversificata per ogni senso:
- il risveglio degli input visivi è dato dal colore del sole e del cielo, dai prati fioriti e dai fiori in boccio;
- l’udito può essere destato dal rumore del vento tra le fronde degli alberi, dal canto degli uccelli, dallo scorrere dell’acqua di un piccolo fiume o di un ruscello;
- l’olfatto è stimolato dal profumo dell’erba, dai fiori, dalla salsedine marina, dall’odore degli alberi;
- il tatto è riscontrabile nella fatica rigenerativa di una passeggiata tra le rocce e il verde dove il corpo si riattiva, nel toccare il velluto dei petali dei fiori, nel calore dei raggi del sole che riscalda la pelle, nel contatto con l’acqua;
- il gusto è il senso che permette alle persone di introiettare ciò che è esterno;
Le tecniche di meditazione, di rilassamento e di focalizzazione dei sensi che mettono in luce la respirazione, l’essere cosciente a se stessi nel qui ed ora e il contatto corporeo con ciò che ci circonda risultano essere strumenti adatti anche per ritrovare il contatto con la natura. Per esempio entrando in contatto con un frutto si scoprirebbe con la vista i colori e le loro disomogeneità sulla superficie del frutto, con il senso del tatto si sentirebbe la sua superficie e si scoprirebbe se è lucida oppure vellutata o ruvida, con l’udito battendolo un poco sulla superficie del frutto esaminato si potrebbe capire se emette un suono e ci si potrebbe soffermare su com’è questo suono, attraverso l’olfatto avvicinandolo al naso si sentirebbe il suo profumo e distinguere se è dolce o aspro… e infine con il senso del gusto, mangiandolo si scoprirebbe che sapore ha, se dolce o amaro o aspro, ecc.
Saper cogliere l’opportunità di questi momenti di pausa è quindi un ottimo modo per fermarsi e assaporare i ritmi naturali lenti, inoltre mettere in atto le tecniche descritte può diventare un modo efficace per risvegliare i cinque sensi e distaccarsi dagli strumenti elettronici che per quanto siano dispensabili nella comunicazione odierna sottraggono tempo e assorbono spesso la facoltà di utilizzo dei sensi, ostacolando la naturale esplorazione ambientale.
