Il bambino esplora per lo più l’ambiente familiare, imparando a interagire prima con le persone, poi con gli oggetti e poi più tardi con l’ambiente domestico e può muoversi esternamente alla sua casa solo se viene accompagnato da un adulto.
Questa condizione rimane stabile più o meno fino ai 10-14 anni di età, quando il bambino entra nella fase preadolescenziale ed emerge una nuova necessità, ovvero il graduale distacco dalla completa dipendenza dai genitori. In lui si fa sempre più evidente il desiderio di esplorare l’ambiente esterno in un modo completamente nuovo rispetto a quello sperimentato durante l’infanzia.
Il preadolescente è colui che inizia a decidere di se stesso, riflettendo sulle sue azioni, sceglie di raggiungere un luogo in prima persona, senza obbligatoriamente l’ausilio dei genitori ( nonostante rimane indispensabile a quest’età l’aiuto e soprattutto il permesso genitoriale) e inizia ad organizzarsi autonomamente con i coetanei, incontrandosi in un luogo di riferimento condiviso.
Il ragazzo infatti, pur essendo sostenuto dalla rete familiare e rimanendo centrato sulla sua casa la base sicura a cui fare ritorno, è concentrato nell’esplorazione dell’ambiente esterno e oltre alla scuola, inizia a nutrire interesse per altri ambienti condivisi soprattutto quelli in cui può incontrarsi con i suoi coetanei. E questa scoperta continua rappresenta il grado di libertà che viene incrementato man mano nell’evoluzione della crescita del ragazzo.
In principio possono essere piccole mansioni domestiche richieste dai genitori e parenti utili a favorire l’autonomia e il passaggio all’adolescenza “Per favore vai a comprare un litro di latte al bar? Puoi buttare la spazzatura?” Poi sono gli appuntamenti con i coetanei nel proprio quartiere ” raggiungo i miei amici in piazzetta”. Queste richieste presentano l’occasione per il preadolescente per conquistare l’autonomia personale gradualmente.
Possiamo dire che più il ragazzo esplorerà il mondo esterno, allontanandosi da casa, più sentirà di essere autonomo e padrone di sé stesso. In questo modo acquisisce informazioni che gli necessitano per meglio orientarsi nello spazio sconosciuto e man mano che “conquista” terreno il suo “campo di azione” si allarga, così esplorare l’ambiente coincide con lo sperimentare il proprio essere nel mondo esterno.
